Conversazioni e amenità da bar con Pinketts nell'ora della pausa pranzo impiegatizia  

Premessa: i pinkettsiani della prima ora, sansepolcristi per vocazione, lo sanno già. Andrea G.Pinketts verga i suoi capolavori rigorosamente a mano, come una lavandaia delle coscienze sporche un po'demodè con annesso vicolo in un'era dove ce la si può candeggiare in lavatrice o nettare a secco



senza impiegare olio di gomito. Per i nuovi adepti sarà utile fare pulizia nella propria mente attraverso una domanda: "Andrea, cosa significa per te scrivere a mano?"

R.: "Io scrivo a mano mentre gli altri scrivono con i piedi. Io scrivo a mano perchè una mano lava l'altra e le mie sono sporche d'inchiostro. Io scrivo a penna, puntuta, Dupont. E' questo il punto. Io scrivo a penna perchè le sensazioni vibrano attraverso un mezzo quasi da rabdomante. Io scrivo a penna e in stampatello per stampare in faccia al popolo bue la verità delle vacche sacre. Io scrivo a mano perchè scrivere equivale a pugnare, a pugnalare il resto che non mi appartiene".

 
 
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