Roma, 30 settembre 2003 - Hotel Duke

Book al Duke, filosofie di vita. Bella sfida quella che la Capitale offre a Pinketts e al suo ultimo romanzo, Nonostante Clizia.

All’Hotel Duke, nel cuore pariolino della città, Roma sfoggia tutta la sua mondanità d’occasione per l’evento e i pochi veri lettori presenti in sala, vagamente smarriti tra cotanti decolté e inchini, spiccano per abbigliamento e per stupore.

E’ strano vederlo lì, bello e sobrio come non mai, in abito scuro e cravatta rossa, accontentarsi di un cuba libre in quel salotto buono agghindato per le grandi occasioni, con la De Blanc abbarbicata al fianco.

La serata inizia con qualche imbarazzo, almeno per chi ha letto il libro, gli altri non se ne avvedono proprio. L’introduzione al libro scivola pericolosamente verso il fuori tema e Pinketts si vede costretto a rettificare: ma niente irruenza, con una grazia dovuta forse alle grazie della gentile moderatrice.

Poi, fortunatamente Lui prende per mano la serata: e si racconta, senza risparmio. Parole e pensieri in piena che è un piacere lasciarsi travolgere. Rimbalzano sui broccati, tra le poltrone di velluto, scartano labbra rifatte e gioielli tirati troppo a lucido, indugiano sui decolté in fiore, piroettano in aria facendo le fusa a quelli in grado di apprezzare.

Pinketts comincia dalle peripezie come barbone alla stazione centrale di Milano e da infiltrato nelle sette sataniche e prosegue via via fino alle pene del cuore, a Virginia, che non è più scrittura ma vita vera, quella che non si può delegare a nessuno, nemmeno a Lazzaro Santandrea. E allora capita pure che Pinketts decida di liberarsi di questo alter ego - fratello di sangue e di birra con cui condividere avventure, amici e deliri - e che lo faccia morire. Una pazzia, lo sanno bene i lettori, quelli veri, insorti in massa, per la resurrezione. E Lazzaro viene fuori. Ritorna con Clizia.

Il pubblico si scalda. Ci sono domande per l’autore? Nonostante il consueto quarto d’ora accademico di imbarazzo iniziale, in molti si fanno coraggio. E Lui è prodigo con tutti. A un tratto, colpo di scena, l’incontro letterario diventa occasione per una riconciliazione che Pinketts stesso definisce storica: quella con Francesco Bruno.

Pinketts abbraccia il criminologo con cui, sei anni fa, ebbe un vero e proprio scontro, ospiti entrambi allora e dopo mai più, al Costanzo Show.

Tra il pubblico che defluisce alla carica del buffet, cogliamo un commento: "Aho, è un soggetto! Ma nun smetteresti mai de stallo a senti’…"

                                                                         Daniela Casciola



 
 
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