Arcore, 6 novembre 2003 
- Biblioteca comunale -

Arcore è una ridente cittadina nel cuore della Brianza alcolica. 
Arcore, come tanti altri paesi, ha una biblioteca.
Nella biblioteca, colpo di scena, ci stanno i libri.
I libri, a volte, li scrivono gli scrittori.
I libri, spesso, non li legge nessuno.
I bibliotecari, però, un po’ sono dispiaciuti.
I dispiaciuti, se non sono depressi, fanno qualcosa per risolvere il problema.
Il problema, ripeto, è che c’è chi scrive e c’è chi non legge.
I bibliotecari, allora, vogliono far incontrare chi scrive e chi non legge.
I bibliotecari di Arcore, ergo, invitano Pinketts e Tecla Dozio (della libreria del giallo) a una serata in biblioteca.
                 

                  *Il ring*

I bibliotecari del sistema vimercatese si sono inventati una serie di incontri tra scrittori che parlano di altri scrittori. Ma mica in modo
normale, nonono: si sfidano. Uno difende, l’altro attacca, a mo’ d’incontro di boxe. La coreografia, manco a dirlo, richiama proprio la noble art. Ci
sono i guantoni, i caschetti, il gagliardetto della federazione pugilistica e un presentatore vestito da arbitro. Ad Arcore, ieri sera, Tecla Dozio fa il piemme e attacca Patricia Cornwell.
Pinketts (proprio lui) deve difenderla.

                *Think Pinketts*

Il Sommo entra e al suo passaggio lascia una scia. Non di fascino, non di kultura, non mistica: è puzza d’alcool. Barcolla fino alla sua seggiola, col sigaro in bocca. Più tardi, poi, arriverà anche una birretta. Inizia la sfida, con l’arbitro che introduce la serata narrando le straordinarie
vicissitudini della vita di Patricia. Un’inenarrabile sequela di stronzate.
Il dibattito si dipana in modo sorprendente, i due invitati stanno al gioco.
Ognuno a proprio modo. Pinketts: la Cornwell è la più grande scrittrice di tutti i tempi. Poi raddrizza il tiro: I suoi libri sono come un pisciatoio.
I suoi libri li legge chi non legge. Ha una grande qualità: se leggi un suo libro oggi, domani non te lo ricordi e poi rileggerlo tranquillamente.
Descrive la banalità del male. E’ come le ricette che descrive nei suoi libri: tipo spaghetti alla puttanata. Voglio perdere questa sfida, non voglio difenderla. E’ la più grande scrittrice vivente, però.
In un crescendo di non-sense e ilarità, i round si susseguono. Il pubblico, munito di due appositi cartoncini, deve votare per la difesa o per l’accusa.
Alla fine vince l’accusa, per KO tecnico.
Poi finalmente si parla d’altro, e sentir parlare Pinketts, parola mia, è la cosa più bella che mi sia capitata da mesi a questa parte. Lo so, ho
una vita un po’ così.
Dozio, parlando di scrittori contemporanei, dice: Pinketts è uno dei più grandi fenomeni europei.
Pinketts la interrompe e dice: Non ti sembra di essere riduttiva?
Sì, è riduttiva: Pinketts è il più grande scrittore vivente.
Dopo la Cornwell, ovviamente.

                                                                               Moska


 
 
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