Milano, 25 gennaio 2005
SUD DINNER BAR

Foto di Tommaso Mei

Milano, Sud: non è del casello di Melegnano sull'Autosole che stiamo scrivendo ma del nuovo locale etnico gestito da Alfa, omaccione coloured che nonostante il suo nome sarà l'ultimo ad arrivare causando un ritardo sull'orario programmato di inizio della serata. Pinketts, uomo rotto a tutte le esperienze nonchè gladiatore avvezzo a rompere le ossa altrui intrattiene amabilmente la folla accorsa per la celebrazione del decennale di "Nocturno", rivista che costituisce una sorta di bibbia laica dei b-movies, per lettori che non hanno nulla da invidiare ai componenti dell'A-team. Andrea Carlo Cappi, presentatore del presentatore, fornito di un paio di inquietanti mustacchi tira la volata ad AGP da gregario di razza e introduce in rappresentanza della rivista Davide Pulici, pronto a discettare di un certo cinema con un pubblico di aficionados, in parte lo stesso che tenne a battesimo la nascita di "Nocturno" in un "seminario per giallo e bar" di due lustri orsono. Pinketts, il cui eloquio è frizzante come il Cuba libre che stringe tra le mani, ricorda di aver conosciuto in una tristissima Viareggio durante un festival lontano dalle manifestazioni carnascialesche un Quentin Tarantino alle prime armi che aveva appena terminato di girare "Le iene" e si appassionava al cinema di Fernando Di Leo, purtroppo dimenticato regista di "Milano calibro nove" e "Il poliziotto è marcio". Nell'occasione AGP ebbe l'ardire di suggerire a Tarantino di girare un documentario sull'Italsider, ma per qualche strano vezzo del fato il progetto, di sicuro impatto mediatico, non fu mai realizzato. Parte del pubblico mostra di non apprezzare particolarmente la produzione di Tarantino: tra questi lo scrittore Alan D.Altieri che pronuncia nei suoi riguardi una sentenza di condanna artistica in contumacia. Tra un ricordo di Nando Cicero e il racconto del dualismo tra Franco Nero e Maurizio Merli, forse non sufficientemente maschio secondo i canoni buzzanchiani, la soirèe scivola via fino all'aggancio con l'attualità. Pinketts infatti rivela di avere ricevuto una e-mail di protesta da parte di uno spettatore che aveva avuto la ventura di assistere seduto dietro di lui alla proiezione di "The grudge" in una sala del cinema Ducale, contenente lamentele dovute ai commenti troppo chiassosi da lui effettuati a corredo del film. "Lo spettatore" - osserva AGP - "non si è accorto che io ero lo spettacolo nello spettacolo, concordato col regista". Quando i temi diventano adatti a stomaci forti coll'analisi della coprofagia presente nel "Salò" pasoliniano un carneade in sala stempera i toni chiedendo a Pulici, presentato da AGP come uno dei massimi esperti viventi di zombie, se vi sia attinenza tra le tematiche fassbinderiane del rapporto amoroso vittima-carnefice e il plot del capolavoro trash "Io zombo, tu zombi, egli zomba". La platea, sempre più eccitata, vorrebbe cogliere l'occasione di dirimere dubbi cinefili coltivati per anni: uno degli astanti domanda come mai TellySavalas, indimenticato succhiatore calvo di leccalecca zuccherini nella parte di Kojak, non sia stato preso in considerazione per il cast di "Carie lo sguardo di Satana". Mentre lo spirito di EnricoGhezzi comincia ad aleggiare sulla sala e lediscussioni prendono una piega decisamente criptica, Pinketts richiama tutti all'ordine decretando la fine della celebrazione, prima che le differenze di vedute tra il pubblico portino alla realizzazione sul posto di un remake live de "La notte dei morti viventi". Possiamo andare a casa a sognare dottoresse, infermiere, insegnanti e distretti militari incorrendo nel rischio di una polluzione notturna. Domani sarà sufficiente un candeggio delle lenzuola per restituirci la rassicurante immagine della nonnina ottuagenaria dell'ACE e frenare i nostri ardori simil-adolescenziali. Esclusi i gerontofili, of course.

                                            

                              Dirk Diggler               

 

        

                             

 


 
 
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