Perchè leggere Pinketts? 

Perché leggere Pinketts? Questa domanda ha stimolato l’ego dei lettori che fanno pendere clamorosamente l’ago della bilancia a favore del più epico scrittore italiano. Tra chi vorrebbe bandire AGP dalla scena letteraria italiana (senza peraltro avere il coraggio di firmarsi, conscio dei rischi a cui si esporrebbe in caso contrario) e chi perora l’accoglimento dei suoi romanzi come materia di studio nelle scuole pubbliche sin dalla prima elementare, il fil rouge delle risposte è da ricercare nelle immense passioni che il nostro Totem suscita nei cuori e nelle menti dei suoi aficionados. Vediamone alcune cominciando dal più veloce, Francesco Rosano, una sorta di Speedy Pinketts in grado di dare una risposta tutt’altro che surgelata,       " perchè è il più funambolico scrittore italiano, e anche se sono astemio la lettura dei suoi libri aumenta il tasso alcolico nel mio sangue e vado in estasi " Il tema alcoolico ricorre anche nelle parole di Hector " la differenza con una sbornia a base di alcool è che una volta che AGP ti è entrato nel sangue, non puoi più smaltirlo, nemmeno attraverso l'astinenza letteraria ". Come vedete, le prime risposte denotano una certa sobrietà, confermata da un lapidario Simone " leggo Pinketts perchè, se ad uno scrittore comune servono venti pagine, a lui ne basta una ed è più divertente! " Colorata la riflessione di Lady C., quasi quanto sangue di yogurt " nei libri di Clive Barker si può leggere "Siamo libri di sangue, ovunque ci apri siamo rossi"....nei libri di Andrea Pinketts, invece c'è il nero del noir, il giallo del giallo, il blu della notte, il turchese fuggevole della morte, o dell'amore, il verde bugiardo degli occhi di una donna, insomma tutti i colori del mondo! "Il grande uso di interiezioni è una costante nelle risposte, come nel caso di Fab che si improvvisa numerologo " perchè leggere Pinketts? Per almeno tre (tre come gli ingredienti compresi nel Negroni, dunque numero perfetto) buoni motivi:1) Perchè sì! 2) Perchè no? 3) Per imparare a distinguere gli uominiveri dai babbi di minchia " Dopo tanti consensi, apriamo il filone dei polemisti con Alberto Giubilini che scrive " perchè cos'altro ci si può fare con uno che scrive libri? Se fosse stato un pittore mi avreste chiesto"perchè guardare i quadri di Pinketts?"; se fosse stato un musicista "perchè ascoltare Pinketts?". che razza di domande..." Caro Alberto, un posto di responsabilità all’Accademia della crusca è tuo! O forse preferisci essere ammesso alla "scuola dei duri"? P.Ariel è laconica " perché non leggerlo?" poi, rendendosi conto di avere fornito una risposta irritante prosegue con un post scriptum che recita " siate magnanimi con la penitenza! " Non preoccuparti Ariel, AGP è abituato a trattar male le donne ma per loro ha sempre un occhio di riguardo. E come potrebbe diversamente, vista la risposta di Isa " amo leggere AGP perchè le sue parole completano i miei pensieri. Non riderò più da sola come una folle " e quella di Saretta "perchè leggere Pinketts? nel leggere i libri di molti altri autori ( per non dire tutti) dovevo leggere le frasi mille volte prima di capire e poter proseguire nella lettura....Pinketts invece ha un modo di scrivere naturale....appunto il senso della frase gli appartiene in pieno.....le sue frasi vale la pena di leggerle e rileggerle mille volte.....non perchè siano indecifrabili ma perchè sono melodiche,piene di doppi sensi,di naturalezza e forse ovvie.....quel filo di ironia....quel sorriso strappato.....ma pensieri profondi e reali(non proprio tutti.....) che rispecchiano l'anima di una persona eccezionale e splendida: AGP, il migliore ". Massimo Pizzighini usa il metro dell’analisi linguistica " ho riscontrato solo nelle Sue opere quelle ricercatezze letterarie, quelle allitterazioni, quelle rindondanze, quegli ossimori, quel gusto del noir, del giallo poliziesco, e aggiungerei del teatro dell'assurdo-similreale che solo Pinketts riesce a dare ai suoi lettori, i quali apprezzano e ricercano con piacere tali affettazioni nel susseguirsi delle pagine " A proposito di allitterazioni un promettente allievo di AGP si dimostra il GattoSardo " la domanda è capziosa e, per elisione di vocale e cambio di consonante, persino cazzosa. La risposta è semplice: perché è 'bravo', una vera 'canaglia' del romanzo. Trita, taglia, frulla e impasta da perfetto Pastamatic della parola. a differenza del robottino, però, ci mette cuore, passione e, soprattutto ... spirito. Pinketts sa creare tante e tali atmosfere da poter pompare i pneumatici di un autoarticolato, dosa con sapienza ironia ed atmosfere cupe, senza mai scadere nella parodia o trincerarsi in una scrittura lugubre che, ahimè, caratterizza molti suoi 'colleghi'. Che dire, per concludere? Leggetelo, cazzo!". Francesco innalza AGP nell'Olimpo dei grandi scrittori " perchè mi perseguitava, dall'alto di scaffali di librerie e biblioteche, come un dio pagano dall'alto dell'Olimpo, mi minacciava con un dardo saettante che magicamente prendeva le forme di un sigaro toscano, scappavo, ma lui come il colombre non mollava la sua preda, e più io fuggivo, più i suoi attacchi si facevano insistenti. Provai a sacppare per mari e monti, per laghi, fiumi e fumi di alcol e tabacco, ma improvvisamente sentivo l'aroma di sigaro toscano e senza voltarmi indietro scappavo. Ma un giorno decisi di affrontare il destino che incombeva su di me come un vero uomo che non deve chiedere mai, tranne il numero della commessa della libreria. Ora quando sento l'aroma di sigaro toscano, mi fermo e mi giro, sperando che un dio pagano mi appaia ". Ospitiamo anche i pensieri in libertà di un non lettore, Ivan Massari che ha scritto" perchè ha un nome strano che sembra straniero, ma mi sa che è solo stranito; stranamente trovo che mi piaccia. Perchè l'ho scoperto per caso, cercando notizie su Le Trottoir, che vuol dire marciapiede, mentre io l'ho sempre chiamato Il Trattoir, pensando significasse trattore. Io vengo dalla campagna cremasca, dove trattore ha molto più senso(pratico) che marciapiede. Perchè infatti non l'ho mai letto, finora ho solo scroccato i brani che ci sono sul sito. Ma mi ha incuriosito molto " Marco Monesi paragona i libri di AGP ad un viaggio " leggere un romanzo di Pinketts è un po' come partire in solitudine per un viaggio tipo inter-rail con destinazione ignota. Durante il viaggio godi dell'avventura, ma è chiaro che non è una vacanza ai Caraibi " C’è spazio anche per un emulo di Kieslowski che ci ha inviato una trilogia di risposte, tal Giuliano P. Aluffi: uno dei tanti che hanno capito l’essenza del mistero pinkettsiano, e di cui riportiamo integralmente il primo dei tre messaggi perché si sa, come in un quiz, la prima risposta è quella che conta " perché leggere Pinketts ? E' una domanda che sa di fauce: la P è un naso che si conficca nella notte come un coltello, è un'arma puntata dal cervello che sta dietro così come si sta dietro una mitragliatrice, per sparare non un colpo ma un'espressione, un ghigno, qualcosa che animi il volto e dia vita al tuo nome nello spazio che ti separa dagli altri. E dopo la P arriva il resto. Arriva l'erché, un suono che sa di apertura mandibolare, di bocca aperta con raucedine 'rch' venuta fuori dal fumo di anni milanesi, di locali di quart'ordine, dopo che si è disobbedito ai primi tre ordini per puro spirito ribelle. E quindi una fauce, più fauci che si animano nella notte, strisciano veloci sui marciapiedi scuri, evitano gli sbadigli chiari dei lampioni e vanno a mangiarsi una domanda, questa domanda. Perché leggere Pinketts è una domanda che non c'è più. E' finita. L'avevamo fino a pochi minuti fa. Volete qualcos'altro? Va bene un Cuba Libre? Rimane un bancone lucido, un bancone freddo che ha visto aperitivi inseguirsi con stridore di denti e noccioline, ci rimane intorno la notte e il ricordo di una domanda asserragliata dietro la trincea, con un naso che scrive alla sua bella dopo aver deposto l'elmetto. Così ci riesce naturale un sorriso disarmante e disarmato. Perché sì ".

 
 
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