Io donna - 15 luglio 2006

Le carte da ramino

In spiaggia, sotto l'ombrellone. In terrazza, dopo una grigliata. A notte fonda, dopo un ballo in discoteca. Non c'è gioco come quello delle carte che sia un vero passe-partout per ogni momento dell'estate. Accomuna tutti, uomini e donne, pigri e iperattivi, adulti e bambini. Come il sudoku e più del sudoku, perchè ognumo sceglie come declinarlo, dal solitario alla partita, dalle chiacchere in relax di un burraco pomeridiano alle sfide all'ultimo asso nel poker di mezzanotte. Al passatempo principe della bella stagione è dedicata la nuova iniziativa del Corriere della Sera. Ogni settimana due mazzi di carte, uno al giovedì con il Magazine e uno al sabato con Io donna. La prima settimana si parte con le rosse e le blu da ramino, che valgono anche per mille altri giochi, dalla Scala a quaranta alle varianti mozzafiato del poker come la Teresina. e proprio a un giocatore appassionato abbiamo chiesto il segreto dei segreti: quello del bluff. A questa tecnica Andrea G. Pinketts, giornalista, scrittore e soprattutto uomo della notte, ha dedicato addirittura un libro, Ho fatto giardino. "Intanto" precisa subito "sfatiamo il mito che il poker sia legato alle atmosfere del gioco d'azzardo in versione cinematografica. Franca Rame, per esempio, è una grande pokerista e non me la vedo in una bisca a bere whisky e fumare il sigaro". 

D. Ottimo per gli astemi e i non fumatori. Ma come si fa a vincere con il bluff?

AGP "Il titolo del mio libro si ispira proprio a un caso di bluff estremo. Il protagonista, Lazzaro Santandrea, si accorge in una partita economicamente devastante di non avere niente in mano. Quando l'avversario sta per prendere i soldi, lui si inventa una nuova regola ed esclama 'Ho fatto giardino'. Ovvero, il punto più basso della partita vince su tutti. Un'ora dopo, quando le parti si invertono ed è il suo avversario a non avere neanche un punto in mano. Lazzaro ribalta la situazione: giardino si può fare una volta sola".

D. Meglio attenersi alle regole.

AGP "Ovvio. Il vero professionista gioca come se avesse già perso, questo è il trucco. Non deve sedersi al tavolo per vincere soldi, ma solo per il piacere di giocare. Invece, se il denaro è l'interesse principale, inizi ad avere piccoli tic, tipo toccarti ossessivamente l'orecchio e tutti ti scoprono. La puglia è come se fosse il biglietto d'ingresso di un teatro, serve per entrare, nulla di più".

D. Nella vita ha mai bluffato?

AGP "Mi capita spessissimo, quasi sempre con l'atro sesso. Ma altre volte ho bluffato ad altissimo rischio. Quando ero un giornalista investigativo mi dovevo immedesimare in ruoli che non mi appartenevano, come quella volta che sono entrato in una setta di satanisti".

D. Ci dia la definizione perfetta del termine bluffare.

AGP "Non far capire che hai in mano un punto o che non hai niente. Non bisogna mai fare l'errore di consegnarsi direttamente all'avversario, altrimenti tutto il tuo gioco viene scoperto in un secondo. Ma una cosa va ribadita: io bluffo, ma il mio libro non è un bluff".

 

 

 

 

 


 
 
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