L'intervista col Vate

D: Pinketts, si definisca!
R: Sono un incrocio tra Fonzie ed Einstein.

D: Si sente più vicino a Henry Winkler o ad Henry Cottons?
R: Mi sento più vicino a Henry Fonda, perchè nella mia vita ho toccato il fondo molte volte, ma sono sempre ri-Emerson, Lake & Palmer.

D: Si sente un intellettuale?
R: Mi sento male solo a sentir pronunciare questa parola.

D: Per quale motivo un aspirante lettore, aggirandosi tra gli scaffali di una libreria, dovrebbe acquistare un Suo libro e non, ad esempio, uno di Susanna Tamaro?
R: Perchè io sono il Vate della letteratura e, a mio parere, per quello che vale lei è il Water.

D: Qual è il Suo rapporto con Milano?
R: Viscerale, sviscerato attraverso i libri.

D: Preferisce l'alba o il tramonto?
R: Non vedo l'ora di assistere al tramonto di Alba Parietti.

D: Ci parli del futuro dell'umanità...
R: Stiamo andando incontro ad una società multirazziale in cui ai razzisti verrà infilato un razzo nel culo.

D: In che modo conta di catechizzare le masse?

R: Userò il bastone ed il succo di carota. Corretto gin. D: Qual è il Suo rapporto coi lettori?
R: Coi miei ottimo. Con gli altri...sono indulgente nei confronti dell'ignoranza in quanto la ritengo l'unica malattia curabile.

D: Si sente a Suo agio nei panni del Messia?
R: Mi sento più a mio agio nei panni di Dio, anche perchè fino a prova contraria non l'hanno crocifisso.

D: Perchè, quando era bambino, le piacevano le gemelle Kessler?
R: Perchè erano due.

D: Facciamo il gioco del torrone! Tra Raffaella Carrà e Pippo Baudo chi menerebbe a colpi di torrone in testa?
R: Nel dubbio opto per Maria Teresa Ruta, menandola sui denti.

D: Alcuni critici hanno ravvisato nei Suoi romanzi una sorta di pessimismo cosmico. Cosa risponde?
R: Più che altro direi che sono l'impermeabile del pessimismo comico. Un trench de vie, come direbbe Burberry.

D: A proposito di trench, ci spieghi il Suo rapporto col trash.
R: Da piccolo leggevo la composizione del Fernet Branca. Oggi leggo Tommaso Labranca con maggiore soddisfazione.

D: Secondo Lei le televendite rappresentano una sorta di riscatto sociale del "popolo bue"?
R: Il "popolo bue" ha bisogno di vitelli d'oro e di vacche sacre. Anche in forma catodica.

D: Cosa ne pensa di Dio?
R: E' un tipo scafato.


 
 
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