SANREMO, 23 AGOSTO 2006 

Per un autore “parco” come Andrea G. Pinketts, in cui ogni giorno fioriscono nuove storie, fare giardino può diventare quasi una filosofia di vita. Un modo per cavarsela anche quando la situazione sembra irrimediabilmente compromessa. Un inno al bluff, nato proprio intorno al tavolo del poker, quando Lazzaro Santandrea, alter ego letterario del principe del noir, protagonista ormai di otto romanzi, per salvare il salvabile e evitare di perdere l’ennesima, esorbitante somma di denaro, si inventa il punto del giardino: cinque carte assolutamente insignificanti e diverse tra loro in grado di battere qualunque altra combinazione, a cominciare dalla mitica scala reale. Il bello però deve ancora venire. Quando infatti gli avversari provano a vendicarsi, improvvisando un nuovo giardino contro il suo tris di re, Lazzaro spiega serafico che, secondo il regolamento, durante una partita quella combinazione può essere utilizzata una volta sola. È questa la leggenda che sta alla base del nuovo romanzo di Pinketts, “Ho fatto giardino” pubblicato a giugno da Mondadori che ho avuto il piacere di presentare, con Andrea, lo scorso 23 agosto 2006 nel giardino di Villa Nobel a Sanremo. Una cornice esplosiva (!) per una serata (organizzata all’interno della rassegna “Le plaisir de lire” curata dalla Provincia) che credo abbia regalato tante divertenti emozioni al folto pubblico presente. Dopo aver parlato a lungo della sua ultima fatica (che si occupa di una misteriosa nuova droga, la Bumba, che tutti cercano per i più svariati motivi ma che nessuno riesce a trovare), Pinketts ha raccontato i più esilaranti aneddoti legati alla sua fortunata cassiera di scrittore e giornalista investigativo, come quando in Francia è riuscito a incendiare e contemporaneamente allagare una camera d’albergo. Un altro esempio di come il noir possa facilmente diventare un trampolino di lancio per tuffarsi di situazioni sempre diverse e emozionanti.

Marco Vallarino

        

                             

 


 
 
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