Corriere Milano, 9 gennaio 2005  

"Senza sigaretta? Farò la resistenza."

Non amo i cambiamenti e non perchè sia abitudinario. Più che altro "sciamanico". Celebro i miei riti pagani con una passione per la serialità degna di un serial killer. I cambiamenti sono i giannizzeri dell'Adattamento in agguato. E io sono un disadattato recidivo. Certo, non tutte le novità sono foriere di fregature. Se avessi vinto la lotteria pur senza averne acquistato un solo biglietto, se Naomi  Campbell mi avesse chiesto di reimbiancarle la libido, non mi sarei opposto all'inevitabile. Ma l'arrivo dell'euro, il mio nuovo cellulare che mi fissa minaccioso come un totem dalle mille misteriose funzioni e le legge Sirchia li ho visti e li vedo come il fumo negli occhi. Peggio senza il fumo negli occhi. Per scrivere i miei romanzi necessito di elementi irrinunciabili. Un foglio bianco, una Montblanc (purchè non sia stilografica: mi sono inzaccherato troppe camicie), un bar sul genere garibladino come "Le trottoir", birra e sigari. Non so come sarà la mia prosa dal dieci gennaio. Per un fumatore incallito, con le dovute proporzioni, un undici settembre. Puro terrorismo. La prima illustrazione di un uomo che fuma appare in un rilievo del tempio di Palenque, in Messico. Si può farla risalire all'epoca più gloriosa della civiltà Maya, tra il trecento e il novecento dopo Cristo. Il fumatore è un sacerdote. Non a caso col mio amico Paul De Sury abbiamo scritto un libro sulla "mistica del sigaro" che avvicina l'uomo alla comprensione del creato. Il fumo del sigaro comporta disponibilità e indulgenza nei confronti di un universo strampalato a volte e crudele di onde anomale e "anonimi bicefali" per dirla con Dario Fo. Il libro non è mai uscito perchè è scoppiata una guerra e il progetto editoriale è saltato. In compenso Paul ha sposato una cubana. Io che fumo antico toscano, sono in trattative con una ragazza di Lucca. Cosa farò da domani? Farò la resistenza. Perderò la pazienza. Perchè concordo con Emilio De Marchi, anche lui scapigliato: "la pazienza dei popoli è la mangiatoia dei tiranni" o un ristorante per non fumatori. Oppure emigrerò. Anzi da domani potete cominciare a chiamarmi "il vostro agente all'Avana"

 

Andrea J.Pinketts

 

 

 


 
 
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