Corriere della sera - 26 settembre 2005

Ma anche le belle finiscono a Waterloo

Uno scrittore noir spazia tra le suggestioni di uno stile che unisce sensualità e lati oscuri. "Giocando" con una cagnetta top-model.

L'impero colpisce ancora. Come direbbe George Lucas a John Galliano il ritorno dello stile Impero sarà veicolato non solo a fashion victim, ragazze della porta accanto e a ragazze del palazzo accanto (di proprietà di famiglia) che si fregiano di quattro cognomi, ma sul citofono mettono solo un numero. No, sarà destinato anche a cani e porci. Dei cani sono sicuro, mia madre ha una cagnolina che si chiama Venturella, un incrocio tra un Beagle e una mannequin. Si mette vezzosamente a pancia all'aria, piega graziosamente le zampine ed espone un ventre maculato che farebbe invidia a Roberto Cavalli. E' stata soprannominata Paolina Bonaparte anche se è un capolavoro di cane e non un capolavoro di Canova. E' paradigmatica dello stile Impero. Adesso è felice, ma è stata slavata in extremis dal diventare una cavia per una società di cosmetici tedesca. Nello stile Impero esiste un contrasto spinto tra seduzione e morte. Paolina Bonaparte, scolpita da Canova all'apogeo della propria bellezza, alla fine dei suoi giorni sembrava la dimostrazione vivente e marmorea che dietro i fasti dell'auto-incoronazione del fratello a Notre Dame è in agguato una Waterloo. I venti della Rivoluzione francese avevano portato scollature provocanti per esorcizzare i decollati dalla ghigliottina. Durante l'Impero la vita sembrava di taffetà, alle meniche corte venivano abbinati guanti lunghi come l'auspicata durata di un mondo che si credeva non dovesse finire mai. Nel periodo napoleonico si sviluppa in Europa il Neoclassicismo, Canova, Ugo Foscolo, Pindemonte e Vincenzo Monti sguazzano nel paradiso perduto dell'arte greca coniugato con la malinconia romantica. Ma anche qui l'altra faccia della medaglia. Il suo lato oscuro è nascosto nella zona guardaroba: Vincenzo Monti che aveva vestito i panni di strenuo oppositore della Rivoluzione francese, indossò con estrema disinvoltura le onorificenze attribuitegli da Napoleone, per poi cambiare totalmente look al rientro degli austriaci a Milano nel 1815. Tra la fine del XIII secolo e il trionfo temporaneo dello stile Impero, non poteva che emergere qualcosa di oscuro: il gotico nei castelli in rovina degli scrittori di gothic, c'è una degradazione aristocratica e un rapporto vittima carnefice destinato a diventare "di moda". Proloferano romanzi anche di bassa lega mentre lo stile Impero conscio del fatto che "la donna è mobile" propone al mobile un patto di grazia elegante e contenuta. Ma, lo sappiamo "l'orrore è una cosa meravigliosa" e non ci è difficile associare ai temporanei fasti dello stile Impero nefaste vicende pubbliche e private che arricchiscono di fascino la nostra percezione di un'epoca. Mario Praz l'aveva già capito nel 1930 col suo "La carne, la morte e il diavolo". Paolina Bonaparte c'era arrivata prima. Ennio Flaiano ci è arrivato dopo, col da me sempre citato: "La moda è l'autoritratto di una società e l'oroscopo che essa fa del suo destino". Veniamo a noi: dopo la Milano da bere, finalmente arriva la Parigi da degustare, anche se altrove. Attraverso scollature e avvallamenti di seni, che hanno qualcosa del Gran Kenya. L'intenzionalità di un ritorno e l'internazionalità di un ritorno, perchè tutto torna, a volte quando non te lo aspetti, a volte quando è la cosa che meno vuoi che accada. "A volte ritornano", diceva Stephen King, riferendosi a cadaveri di adolescenti. Lo stile Impero è la rigogliosa dimostrazione, che per partecipare al gran ballo dell'Imperatore, forse, è sufficiente avere l'abito adeguato. E se il tempo massacra, la moda ricrea. Basta poco in fondo. Una stagione di rinnovamento, che ha il sapore della storia, senza averne i miasmi. Il gioco si fa bello, perchè salvo rare eccezioni, nessuno vuole più decidere delle tue curve pericolose, ma valorizzate. La mia fidanzata Cicip, si vestiva da Velina, cosa che apprezzavo particolarmente, anche perchè non eravamo in tv. Adesso si veste da donna in carriera. Conto molto su un ritorno allo stile Impero.

 

                                                         Andrea G.Pinketts


 
 
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